Se sei arrivato su questa pagina, con buona probabilità stai attraversando uno dei momenti più difficili della vita.
Hai perso qualcuno che amavi. Qualcuno che faceva parte di te in modo profondo e irripetibile, del tuo modo di sentirti al mondo, del significato delle giornate, della trama silenziosa delle cose quotidiane. E quella perdita pesa in un modo che le parole non riescono a contenere del tutto, e che spesso chi ti vuole bene non riesce davvero a raggiungere, nonostante ogni buona intenzione.
C'è una cosa che vogliamo dirti subito, con rispetto e con onestà: certi lutti non si superano. Certi vuoti non si riempiono.
Il posto che quella persona aveva nella tua vita è suo, e rimarrà suo. Non stiamo qui a prometterti che il dolore sparirà, perché sarebbe falso, e chi ha perso davvero qualcuno sa che le promesse di questo tipo suonano vuote. Il dolore per le perdite gravi può durare per sempre, e a volte questo non è patologia: è fedeltà. È la misura di quanto si amava.
Forse hai già provato a parlarne con qualcuno. Forse hai intrapreso un percorso di psicoterapia del lutto. Forse ti sei affidato al tempo, convinto che sarebbe bastato. Eppure il dolore è ancora lì, presente e ingombrante, a volte sordo come un peso costante, a volte acuto come al primo giorno. Non è una tua debolezza. Non è un fallimento. È qualcosa che la ricerca scientifica ha cominciato a documentare con chiarezza: la psicoterapia del lutto tradizionale, in molti casi, non funziona quanto si è a lungo creduto, e in certi casi può persino prolungare la sofferenza invece di alleviarla.
Nel nostro studio di psicoterapia del lutto a Roma ci occupiamo di terapia IADC nella sua forma più evoluta e scientificamente rigorosa: la REGT, la Reparative Experience-Based Grief Therapy, sviluppata in Italia dal medico e psicologo-psicoterapeuta Claudio Lalla.
Il dottor Francesco D'Onghia propone questo sviluppo tutto italiano della terapia IADC a Roma EUR: ciò che proponiamo non è una promessa di dimenticare, né di smettere di sentire la mancanza. È qualcosa di completamente diverso: la possibilità di un'esperienza straordinaria che trasforma il modo in cui vivi quella mancanza, che non cancella il vuoto ma cambia il rapporto con esso in modo profondo e duraturo.
Nelle prossime righe avremo modo di spiegarti meglio di cosa si tratta, come funziona e come può trasformare la tua esperienza di perdita.
intanto sappi che questo sito è la sede virtuale di PSICOLOGO ROMA EUR Studio di Psicologia e Psicoterapia, la sede fisica in cui puoi incontrare il dottor Francesco DOnghia. Si trova in
via delle Montagne Rocciose 44
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Zona Eur Laghetto, Laurentina, Aeronautica, Roma Sud
in questa pagina:
Psicoterapia del lutto a Roma: dai limiti storici alla svolta della terapia IADC
Terapia IADC e REGT a Roma: sigle strane, ADC, NDE e la scienza che ha cambiato tutto
La REGT: la terapia IADC a Roma nella sua forma più avanzata
Come si svolge la psicoterapia del lutto a Roma con la terapia IADC
A chi si rivolge la terapia REGT a Roma e quali risultati produce
Psicoterapia del lutto a Roma EUR con terapia IADC: domande frequenti
Psicoterapia del lutto a Roma EUR con terapia IADC: domande frequenti
Cosa cambia nella vita di chi fa psicoterapia del lutto a Roma con la terapia IADC
Per iniziare: contattare il nostro studio di psicoterapia del lutto a Roma per la terapia IADC
Per capire perché la terapia IADC a Roma rappresenti una svolta nella psicoterapia del lutto, è necessario comprendere prima cosa non ha funzionato nei decenni precedenti.
La psicoterapia del lutto moderna ha le sue radici in due tradizioni che hanno dominato il campo per oltre un secolo: la tradizione psicoanalitica inaugurata da Sigmund Freud e il modello delle fasi elaborato da Elisabeth Kübler-Ross. Entrambe hanno contribuito a costruire il modo in cui la cultura occidentale pensa al lutto. Entrambe, a una valutazione critica dei dati clinici, hanno mostrato limiti profondi e in certi casi hanno prodotto più danni che benefici.
Freud, nel saggio Lutto e Melanconia del 1917, descrisse il processo del lutto come un lavoro psichico il cui obiettivo è il disimpegno progressivo dalla persona perduta: la libido, l'energia psichica investita nel defunto, deve essere gradualmente ritirata e reinvestita altrove. Il compito della psicoterapia del lutto freudiana è accompagnare questo ritiro, aiutare il paziente a staccarsi emotivamente dalla figura perduta per tornare a investire nella vita.
Questa visione ha influenzato in modo pervasivo la psicoterapia del lutto per tutto il Novecento e ha plasmato il modo in cui intere generazioni di clinici hanno lavorato con le persone in lutto.
Il problema fondamentale è che presuppone qualcosa di sbagliato: che il legame con la persona amata debba essere dissolto, e che il mantenimento di quel legame sia in qualche modo patologico.
La ricerca contemporanea, a partire dagli studi di John Bowlby sulla Teoria dell'Attaccamento, ha dimostrato che questo presupposto è errato.
Il legame di attaccamento non si dissolve con la morte della persona amata: continua a esistere e cercare di eliminarlo non porta elaborazione ma sofferenza aggiuntiva.
Elisabeth Kübler-Ross, con il suo modello delle cinque fasi del lutto elaborato nel 1969 nel libro La morte e il morire, ha dato alla psicoterapia del lutto un secondo schema di riferimento diventato rapidamente popolarissimo: negazione, rabbia, contrattazione, depressione, accettazione.
Questo modello ha il merito di aver portato il tema del lutto nell'attenzione pubblica e clinica, rompendo un tabù culturale importante. Ma ha prodotto anche un danno sottile e diffuso: ha convinto clinici e pazienti che il lutto segua una sequenza prevedibile e che l'obiettivo finale sia l'accettazione della perdita.
La ricerca empirica non ha confermato né il modello sequenziale né l'obiettivo dell'accettazione.
Le fasi non si producono in quest'ordine, non tutti le attraversano nello stesso modo, e l'idea che la psicoterapia del lutto debba condurre a un punto in cui smette di fare male carica la persona di un'aspettativa impossibile. Per molti lutti profondi questo punto semplicemente non esiste, e chi non lo raggiunge si sente in difetto rispetto a un modello che avrebbe dovuto aiutarlo.
Nel corso degli ultimi trent'anni la ricerca clinica sulla psicoterapia del lutto ha prodotto dati sempre più difficili da ignorare.
Piero Calvi Parisetti, medico e ricercatore che studia le applicazioni cliniche della ricerca psichica al lutto, sintetizza ciò che molti studi documentano: la psicoterapia del lutto tradizionale è spesso inutile per i lutti gravi e a volte addirittura dannosa.
Non si tratta di un'opinione isolata: metanalisi condotte su studi randomizzati controllati hanno mostrato che la psicoterapia del lutto verbale convenzionale non produce vantaggi misurabili nella maggior parte dei casi, e in certi casi ne rallenta la naturale evoluzione.
Il problema è strutturale: la psicoterapia del lutto tradizionale lavora sulla mente cosciente, sulle parole, sulla comprensione razionale della perdita. Ma il lutto non è un problema cognitivo: è una risposta biologica, neurofisiologica, di attaccamento. Affrontarlo solo con la parola è come cercare di trattare una frattura con la consulenza psicologica. Lo strumento è sbagliato per il compito.
C'è però una distinzione importante da tenere presente nella psicoterapia del lutto a Roma nel nostro Studio. Tra il dolore che si porta con dignità e con senso e il dolore che paralizza, che impedisce di vivere, che si ingrossa invece di diventare più sottile, corre una distanza enorme.
La terapia REGT (evoluzione italiana della IADC - Induced After Death Comunication) che proponiamo nel nostro studio a Roma non promette di eliminare il primo tipo di dolore, quello che fa parte dell'amare e del perdere, e non dovrebbe farlo. Lavora sul secondo: su quel dolore acuto, devastante e bloccante che non evolve, che non trova pace, che non lascia spazio alla vita. E su questa differenza la terapia IADC a Roma ha risultati che la psicoterapia del lutto tradizionale non ha mai raggiunto.
CHIAMAMI
SUBITO
Francesco D'Onghia
Life Coach Psicologo Psicoterapeuta

La terapia IADC a Roma non nasce dal nulla. Si inserisce in un corpus di evidenza scientifica che si è costruito nel corso di oltre centocinquanta anni di ricerca sistematica, condotta da ricercatori di primo livello in università prestigiose, e che punta nella stessa direzione: la coscienza umana non si esaurisce con la morte del corpo, e il legame con le persone amate non si spezza con la loro scomparsa fisica.
Capire questa evidenza aiuta a capire perché la terapia IADC a Roma produce nella psicoterapia del lutto ciò che nessun approccio precedente aveva mai prodotto.
Le ADC spontanee, le After Death Communication, sono il fenomeno più diffuso e al tempo stesso più sistematicamente ignorato dalla psicoterapia del lutto tradizionale. Si tratta di esperienze di percepita comunicazione con una persona deceduta che avvengono in modo del tutto involontario, senza alcuna tecnica, in una percentuale significativa di persone in lutto.
Bill e Judy Guggenheim hanno dedicato sette anni alla raccolta sistematica di testimonianze, arrivando a documentarne oltre duemila nel libro Notizie dall'aldilà del 1995. Le categorie di ADC comprendono la sensazione improvvisa di presenza della persona amata, visioni in stato di veglia o nel momento del dormiveglia, voci udite chiaramente o come un pensiero che sembra provenire dall'esterno della mente ordinaria, contatto tattile percepito come reale, odori significativi associati al defunto che si presentano in assenza di fonti fisiche, sogni particolarmente vividi e strutturalmente diversi dai sogni ordinari, e la percezione di messaggi comunicati attraverso eventi fisici o coincidenze.
La ricercatrice svizzera Evelyn Elsaesser ha condotto una delle indagini scientifiche più rigorose su questo fenomeno, pubblicata con il titolo Contatto spontaneo con i defunti, documentando che tra il quaranta e il sessanta per cento delle persone in lutto riferisce almeno una ADC spontanea, e che queste esperienze producono quasi invariabilmente una riduzione significativa del dolore acuto del lutto in chi le vive.
La psicoterapia del lutto tradizionale, invece di valorizzare le ADC come la potente risorsa terapeutica che sono, le ha sistematicamente patologizzate, interpretandole come sintomi di negazione, di allucinazione o di resistenza all'elaborazione.
Questo errore ha privato generazioni di persone in lutto di uno strumento di guarigione naturale e straordinariamente efficace.
Le NDE, le Near Death Experience o esperienze di pre-morte, rappresentano il secondo grande corpus di evidenza scientifica che illumina la terapia IADC a Roma.
Raymond Moody, psichiatra e filosofo americano, ha fondato questo campo di ricerca con il suo libro Vita dopo la vita del 1975, raccogliendo le prime testimonianze sistematiche di persone che avevano vissuto stati di morte clinica e riportavano esperienze coerenti e strutturate: uscita dal corpo, percezione di una luce, incontro con persone già decedute, percezione di un confine invalicabile, ritorno al corpo accompagnato da una trasformazione profonda e permanente della visione della vita.
Bruce Greyson, psichiatra dell'Università della Virginia e fondatore dell'International Association for Near-Death Studies, ha elaborato la scala di misurazione dell'NDE più utilizzata nella ricerca e ha pubblicato decenni di studi su riviste peer-reviewed, documentando la coerenza e la trasversalità culturale del fenomeno.
Il contributo più importante in termini di rigore metodologico è venuto dal cardiologo olandese Pim van Lommel, che nel 2001 ha pubblicato sulla rivista The Lancet, una delle pubblicazioni scientifiche più autorevoli al mondo, lo studio prospettico più importante mai condotto sulle NDE: su 344 pazienti rianimati dopo arresto cardiaco, il diciotto per cento riferiva ricordi profondi e strutturati dell'intervallo di incoscienza, con le caratteristiche classiche delle NDE.
Lo studio ha aperto un dibattito di enorme portata su cosa avvenga alla coscienza in assenza di attività cerebrale misurabile.
Sam Parnia, rianimatore prima dell'Università di Southampton e poi della New York University, ha condotto lo studio AWARE, il primo tentativo sistematico di verificare con prove oggettive se durante le NDE si verifichino percezioni veritiere dell'ambiente fisico: alcuni casi hanno mostrato corrispondenze difficilmente spiegabili attraverso le ipotesi convenzionali.
La ricerca sulla reincarnazione costituisce il terzo pilastro scientifico che informa la terapia IADC a Roma.
Ian Stevenson, psichiatra dell'Università della Virginia, ha dedicato quarant'anni alla raccolta e alla verifica sistematica di casi di bambini che riferivano spontaneamente ricordi di vite precedenti, accumulando un corpus di oltre tremila casi documentati da ogni parte del mondo. Il suo metodo era rigoroso: ogni dettaglio riferito dal bambino veniva verificato attraverso ricerche storiche indipendenti, e le corrispondenze venivano documentate con precisione.
In molti casi i bambini descrivevano persone, luoghi, eventi e oggetti con una precisione che non poteva essere spiegata attraverso la normale acquisizione di informazioni.
Stevenson ha pubblicato i suoi risultati in opere come Twenty Cases Suggestive of Reincarnation e Children Who Remember Previous Lives, accolti con interesse anche da ricercatori non convinti della reincarnazione per la solidità metodologica del lavoro.
Jim Tucker, suo successore all'Università della Virginia, ha continuato la ricerca con metodi ancora più rigorosi, documentando casi in cui le affermazioni dei bambini sono state verificate con una precisione statistica che esclude la coincidenza casuale. Erlendur Haraldsson, psicologo dell'Università di Islanda, ha replicato parte della metodologia di Stevenson in contesti culturali diversi, ottenendo risultati comparabili.
Questo corpus di evidenza scientifica su ADC, NDE e reincarnazione è il quadro in cui la terapia IADC a Roma si inserisce con coerenza. Non si tratta di fenomeni separati: sono espressioni diverse di un dato di fondo, la possibilità che la coscienza abbia una natura più ampia di quella che il paradigma materialistico ha storicamente assunto.
Claudio Lalla e F. D'Antoni, in un articolo pubblicato nel 2025 su Psychology International, hanno esplorato sistematicamente le somiglianze fenomenologiche tra le esperienze prodotte dalla terapia IADC e le NDE, concludendo che le due costituiscono due variazioni di un singolo fenomeno.
La terapia IADC a Roma non crea questo fenomeno: crea le condizioni neurofisiologiche in cui la psiche del paziente può accedervi spontaneamente, nello stesso modo in cui accade naturalmente nelle ADC spontanee e nelle NDE. E quando vi accede, la trasformazione del significato della perdita che ne deriva è la stessa che i ricercatori hanno documentato in quei contesti.
Per capire cos'è la terapia IADC a Roma e perché produce risultati che la psicoterapia del lutto ordinaria non riesce a raggiungere, è utile conoscere anche le sue origini operative.
La storia comincia nel 1995 al Veterans Administration Hospital di Chicago, dove lo psicologo Allan Botkin lavorava con veterani della guerra del Vietnam affetti da disturbo post-traumatico da stress resistente a qualsiasi trattamento. Sperimentando variazioni all'EMDR, si imbatté in qualcosa di inatteso: in una sessione con Sam, un veterano tormentato da decenni dal ricordo di una bambina vietnamita che non era riuscito a salvare, Sam vide la bambina. La vide sorridergli, serena, dirgli che stava bene. La sofferenza di trent'anni si sciolse in modo completo e definitivo.
Botkin cominciò a replicarlo sistematicamente: circa il settantacinque per cento dei pazienti viveva un'esperienza spontanea di comunicazione multisensoriale con il proprio caro scomparso.
Il lutto si trasformava in modo che nessun approccio di psicoterapia del lutto conosceva.
Botkin chiamò questa procedura IADC, Induced After Death Communication.
Il suo libro, pubblicato nel 2005 con la prefazione di Raymond Moody, fu tradotto in tedesco, italiano e francese, portando la terapia IADC all'attenzione internazionale della psicoterapia del lutto.
Claudio Lalla è medico e psicologo-psicoterapeuta, formatosi all'Università La Sapienza di Roma sia in Medicina che in Psicologia. Nel corso di oltre trent'anni di pratica clinica di psicoterapia del lutto si è specializzato in psicoterapia cognitivo-comportamentale, psicoterapia a orientamento psicoanalitico, psicoterapia familiare, ipnosi clinica, medicina psicosomatica ed EMDR.
Conosciuta la terapia IADC di Botkin, ne è diventato il massimo promotore e formatore in Italia, con il ruolo di Certified Trainer of IADC Therapy, Coordinator of Italian IADC e membro dell'International IADC Board.
Ha pubblicato opere fondamentali, tra cui Perdita e Ricongiungimento e La scelta e il destino alla luce delle esperienze oltremondane, ed è autore di ricerche pubblicate su riviste scientifiche internazionali peer-reviewed.
Ma Lalla non si è fermato alla terapia IADC originale.
Nel corso degli anni il suo lavoro clinico e di ricerca ha continuato ad evolversi, affinandosi, approfondendosi, liberandosi dai vincoli di un protocollo predefinito per diventare qualcosa di più autonomo e più rigoroso scientificamente.
Quello che ha preso forma è la REGT, la Reparative Experience-Based Grief Therapy: non una semplice variante della terapia IADC, ma la sua evoluzione naturale, il risultato di anni di ricerca clinica e di affinamento metodologico condotto esclusivamente alla luce dell'evidenza scientifica.
La REGT è la terapia IADC nella sua versione più matura, e quando nel nostro studio di psicoterapia del lutto a Roma proponiamo la REGT, proponiamo la terapia IADC nella sua espressione più avanzata disponibile oggi.
Il cuore concettuale della REGT è il costrutto di Esperienza Post-Perdita Emergente, l'EPLE, Emergent Post-Loss Experience. Questa denominazione tecnica sostituisce quella di ADC o di comunicazione con il defunto, non perché queste esperienze siano meno reali, possono apparire invece ancora più intense, ma perché la nuova denominazione le descrive in modo fenomenologicamente preciso e scientificamente neutro.
L'EPLE è l'esperienza trasformativa che si produce durante la sessione di terapia IADC avanzata: un'esperienza multisensoriale di momentaneo ricongiungimento con la persona scomparsa, che costituisce il nucleo della psicoterapia del lutto con terapia IADC a Roma e che modifica profondamente il significato attribuito alla perdita.
La REGT si colloca nel solco della Teoria dell'Attaccamento, il modello teorico sviluppato dallo psicoanalista inglese John Bowlby.
Come diceva Bowlby, il bisogno di legame affettivo ci accompagna dalla culla alla tomba. Quando una persona cara muore, il sistema di attaccamento non smette di cercarla: continua ad aspettarla, continua a mandarle segnali che restano senza risposta. È per questo che certi lutti non si chiudono mai del tutto.
La psicoterapia del lutto tradizionale chiede alla persona di accettare la separazione definitiva e di disinvestire emotivamente dal defunto. Ma questo contrasta con la logica biologica del sistema di attaccamento.
La terapia IADC a Roma, nella forma della REGT, offre invece qualcosa di radicalmente diverso: invece del dolore della separazione, la persona sperimenta la presenza del proprio caro, la continuità del legame, la comunicazione e il ricongiungimento.
Quel vuoto che sembrava incolmabile non viene riempito in modo artificiale: viene attraversato. E dall'altra parte del vuoto c'è ancora qualcosa. La REGT è promossa dal REGT Network, il gruppo di clinici e ricercatori che Lalla ha riunito attorno a questo approccio.
Un aspetto che distingue la REGT dalla terapia IADC originale è il lavoro di integrazione: la terapia IADC produce esperienze spesso intense e straordinarie, ma un'esperienza non si trasforma automaticamente in cambiamento duraturo senza elaborazione.
La REGT dedica alla fase di integrazione un'attenzione particolare, sviluppando con il paziente un modo di portare con sé l'esperienza vissuta e di utilizzarla come risorsa nei momenti in cui il dolore del lutto si fa più acuto.
Questa dimensione integrativa trasforma la terapia IADC da un'esperienza straordinaria e isolata in un percorso di psicoterapia del lutto completo e strutturato.
Quando una persona decide di intraprendere un percorso di psicoterapia del lutto a Roma con la terapia IADC nel nostro studio, il percorso si articola in fasi precise, sempre calibrate sulla situazione specifica di ciascuno.
Il percorso inizia con un colloquio preliminare che offriamo come primo contatto gratuito e senza impegno.
Il terapeuta ascolta la storia della persona: chi era la persona perduta, quale era il tipo di legame, come è avvenuta la morte, come si è manifestato il lutto nel tempo, quali tentativi di psicoterapia del lutto sono già stati compiuti.
Questo colloquio serve a valutare se la REGT sia l'approccio più indicato, a identificare le eventuali controindicazioni, e a costruire la base di fiducia relazionale essenziale per qualsiasi lavoro in profondità.
Il terapeuta spiega con chiarezza come funziona la terapia IADC, cosa ci si può aspettare, e risponde a tutte le domande con la trasparenza che nel nostro studio di psicoterapia del lutto a Roma EUR consideriamo irrinunciabile.
Le sedute operative della REGT si svolgono in due giorni consecutivi. Ogni sessione dura circa due ore.
Nella prima parte il terapeuta guida il paziente attraverso l'elaborazione della tristezza con la stimolazione bilaterale: il paziente porta nella mente il ricordo del proprio caro e il dolore della perdita, mentre il terapeuta applica la stimolazione visiva, tattile o uditiva in modo alternato tra i due emisferi cerebrali.
Questo è il meccanismo fondamentale della terapia IADC, lo stesso che è alla base dell'EMDR, oggi una delle procedure terapeutiche per il trauma con la maggiore evidenza scientifica disponibile.
Sul piano neurobiologico, questa stimolazione produce la desensibilizzazione progressiva dei circuiti che collegano il ricordo della perdita alle emozioni acute di dolore.
La differenza cruciale tra EMDR standard e terapia IADC sta in una variazione specifica del protocollo che porta il cervello a uno stato di ricettività particolare, con caratteristiche simili alle onde theta dell'elettroencefalogramma, associate agli stati ipnagogici profondi e alla fase REM del sonno. In questo stato la barriera tra elaborazione conscia e inconscia si abbassa, e la psiche del paziente genera spontaneamente l'esperienza di ricongiungimento: non come risultato di una suggestione dall'esterno, ma come evento emergente dall'interno.
Il terapeuta non dice al paziente cosa vedere o sentire. Si limita a creare le condizioni neurofisiologiche in cui la mente profonda del paziente genera spontaneamente la propria esperienza.
In circa il settantacinque per cento dei casi la persona ha un'EPLE: vede il proprio caro, ne sente la voce, ne percepisce la presenza, comunica con lui. L'esperienza può durare da pochi secondi a diversi minuti.
I risultati di queste due sedute di psicoterapia del lutto a Roma con terapia IADC sono spesso straordinari.
Persone che portavano un dolore devastante da anni riferiscono cambiamenti che in precedenti percorsi di psicoterapia del lutto non si erano mai avvicinati. I sensi di colpa si sciolgono. La disperazione cede. Il significato della perdita si trasforma. Il legame con la persona amata non viene cancellato ma riorganizzato: non è più solo una ferita, è anche una presenza, una continuità, una connessione che non si spezza.
Dopo le due sedute operative di terapia IADC, il percorso di psicoterapia del lutto nel nostro centro a Roma prevede uno o due incontri di integrazione nei quali si lavora verbalmente sull'esperienza vissuta, se ne esplora il significato e si consolidano i cambiamenti.
La REGT non promette la fine del lutto: promette la trasformazione del suo significato.
Quello che cambia è la qualità con cui il lutto può essere vissuto: non più come un dolore che paralizza, ma come una forma di continuità che può essere portata nella vita quotidiana con una serenità che prima sembrava impossibile.
La psicoterapia del lutto a Roma EUR con terapia basata sull'esperienza riparativa (REGT), nel nostro studio si rivolge a chiunque stia attraversando il dolore di una perdita.
Si richiede solo che siano passati almeno sei mesi dal momento della perdita. Come principio di precauzione questo tipo di terapia non è assolutamente indicata nei casi di importanti problemi cardiaci e in gravidanza, anche se in questi casi si può procedere con alcune varianti specifiche della tecnica che vengono elaborate proprio in quest'ultimo periodo.
E' possibile invece utilizzare la Terapia del Lutto basata sull'Esperienza Riparativa anche nei casi di Disturbo da lutto Prolungato.
Il DSM-5 ha introdotto la categoria del Disturbo da Lutto Prolungato, riconoscendo ufficialmente che esiste una forma di lutto che richiede psicoterapia del lutto specializzata. I criteri includono un dolore persistente e intenso che non si attenua nel tempo, difficoltà ad accettare la morte, sensazione di aver perso una parte di sé, rabbia o amarezza, pensieri intrusivi sulla persona deceduta, difficoltà a reinvestire in attività o progettualità, e sensazione che la vita sia priva di senso.
Quando questi elementi si combinano e persistono, il dolore ha superato la soglia di ciò che la psicoterapia del lutto tradizionale può affrontare efficacemente.
La terapia IADC 2.0 a Roma nel nostro studio è pensata anche per affrontare questi casi. Ma è ugualmente indicata per chiunque senta che il proprio dolore continua a limitare profondamente la vita senza che nessun percorso di psicoterapia del lutto abbia portato sollievo sufficiente.
Alcune situazioni rispondono con risultati particolarmente straordinari alla terapia IADC a Roma EUR.
Il lutto per una morte improvvisa o violenta è tra quelli che rispondono meglio: l'assenza di qualsiasi preparazione rende impossibile la chiusura, e la psicoterapia del lutto verbale fatica a offrire ciò di cui il sistema di attaccamento ha bisogno.
Il lutto complicato da sensi di colpa, da parole non dette, da conflitti rimasti irrisolti, beneficia enormemente della possibilità offerta dall'EPLE di completare ciò che è rimasto in sospeso: ricevere il perdono, accordarlo, dire ciò che non si è riusciti a dire in vita.
Il lutto per la perdita di un figlio, considerato dai clinici il più devastante possibile, trova nella continuità del legame che la terapia IADC a Roma offre una delle poche risorse capaci di trasformare il dolore in qualcosa di vivibile.
La psicoterapia del lutto a Roma con terapia IADC è proposta anche per il lutto per la perdita di un animale amato, spesso socialmente svalutato ma altrettanto intenso.
In circa il settantacinque per cento dei pazienti che seguono il protocollo si verifica un'EPLE. Chi la vive riferisce quasi universalmente una riduzione sostanziale e spesso totale del dolore acuto del lutto, la scomparsa o l'attenuazione radicale dei sensi di colpa, una trasformazione profonda del rapporto con la morte, e la percezione di una continuità del legame con la persona perduta che permette di andare avanti senza sentire di doverla abbandonare.
Questi risultati avvengono nel corso di due sedute di terapia REGT a Roma. Non di anni di psicoterapia del lutto.
Lalla e D'Antoni hanno documentato tutto questo in due articoli pubblicati nel 2025 su Psychology International, collocando la terapia IADC all'interno del dibattito scientifico internazionale sulla psicoterapia del lutto. Un dato fondamentale per la psicoterapia del lutto a Roma con terapia IADC riguarda l'indipendenza dei risultati dall'orientamento spirituale o religioso dei pazienti.
La ricerca mostra in modo consistente che la terapia IADC produce benefici equivalenti in pazienti credenti e non credenti, in chi interpreta l'EPLE come un contatto reale e in chi la interpreta come un processo neurofisiologico. Non è la fede a produrre il cambiamento: è l'esperienza diretta.
Nel venticinque per cento circa dei casi in cui l'EPLE non si produce in forma completa, il lavoro di desensibilizzazione bilaterale nella psicoterapia del lutto a Roma sembra produre comunque benefici clinici significativi. Il dolore acuto si attenua, i sensi di colpa si riducono, la relazione con il ricordo della persona perduta si trasforma.
Il protocollo standard della REGT nel nostro studio di psicoterapia del lutto a Roma prevede un colloquio preliminare gratuito, due sedute operative di terapia IADC in due giorni consecutivi (quattro ore totali), e uno o due incontri di integrazione. In totale tra le quattro e le cinque sessioni nella maggior parte dei casi compreso il primo incontro gratuito.
Questa brevità non è semplificazione: è il risultato diretto di una terapia IADC che agisce sull'esperienza diretta invece che sulla sola elaborazione cognitiva verbale, e che produce in pochissime sessioni ciò che anni di psicoterapia del lutto tradizionale spesso non riescono a produrre.
Nel venticinque per cento circa dei casi in cui l'EPLE non si produce in forma completa, il lavoro di elaborazione della tristezza attraverso la stimolazione bilaterale produce comunque benefici clinici significativi nella psicoterapia del lutto. Il dolore acuto si attenua, i sensi di colpa si riducono, la relazione con il ricordo della persona perduta si trasforma.
Il percorso nel nostro centro di psicoterapia del lutto a Roma non è mai privo di valore.
No. La psicoterapia del lutto con terapia IADC a Roma nel nostro studio produce risultati equivalenti in pazienti con qualsiasi orientamento filosofico, spirituale o religioso.
Chi vivrà l'esperienza di ricongiungimento durante la terapia IADC la interpreterà a modo suo, e qualunque interpretazione sia, l'effetto terapeutico nella psicoterapia del lutto è il medesimo.
Sì. La REGT è sicura quando è condotta da terapeuti adeguatamente formati nella terapia IADC e nella psicoterapia del lutto. Non produce dipendenza, non altera la coscienza in modo destabilizzante, non suggerisce contenuti dall'esterno.
L'esperienza è sempre un'emergenza spontanea della psiche del paziente.
Nel nostro centro di psicoterapia del lutto a Roma i terapeuti seguono protocolli clinici precisi che includono la valutazione delle controindicazioni e la gestione sicura di qualsiasi tipo di materiale emotivo emerga nel corso delle sessioni di terapia IADC.
È esattamente per questo che la terapia IADC a Roma EUR esiste.
La psicoterapia del lutto tradizionale lavora sulla mente cosciente, sulle parole, sulla comprensione razionale della perdita. Ma certi lutti resistono precisamente perché il sistema di attaccamento, che non è cognitivo ma biologico e profondo, non riesce ad accettare la separazione definitiva.
La terapia IADC a Roma EUR lavora su quel livello: non chiede alla persona di accettare qualcosa che non riesce ad accettare, le offre invece un'esperienza diretta che trasforma il significato della perdita dall'interno. Questo è il motivo per cui persone che portano lo stesso dolore da anni, dopo due sedute di terapia IADC, riferiscono cambiamenti che decenni di psicoterapia del lutto non erano riusciti a produrre.
La trasformazione più frequente e profonda che osserviamo nella psicoterapia del lutto a Roma EUR con terapia IADC riguarda i sensi di colpa.
Il lutto complicato è quasi sempre intrecciato con una rete di colpe emotivamente devastanti. Non aver detto ti voglio bene abbastanza spesso. Non essere stati presenti nell'ultimo momento. Aver litigato senza fare pace. Aver fatto o non fatto qualcosa che si ritiene abbia contribuito alla morte. Aver provato sollievo dopo una malattia lunga e penosa, e sentirsi in colpa per quel sollievo.
Questi nodi rimangono aperti nella psicoterapia del lutto tradizionale perché nessuna forma di elaborazione verbale, per quanto ben condotta, riesce a offrire la chiusura che il dolore cerca.
Non si può ricevere il perdono da qualcuno che non c'è più. Non si possono dire le parole non dette a chi non può ascoltarle.
La terapia IADC a Roma offre qualcosa di diverso: nell'esperienza di ricongiungimento che si produce durante la sessione, questi sensi di colpa trovano quasi universalmente una risoluzione che la persona percepisce come autentica e definitiva.
La persona riceve dal proprio caro un perdono, una comprensione, la certezza che ciò per cui si tormentava non aveva il peso che immaginava.
Questa risoluzione emerge spontaneamente dalla psiche del paziente, non è suggerita dal terapeuta, e per questo ha un peso trasformativo che la psicoterapia del lutto cognitiva non raggiunge.
La seconda trasformazione che osserviamo nella psicoterapia del lutto a Roma EUR con terapia IADC riguarda il rapporto con la morte stessa.
Chi ha vissuto un'esperienza di ricongiungimento riacquista quasi invariabilmente un rapporto radicalmente diverso con la propria mortalità. La paura della morte non scompare necessariamente, ma cambia di qualità: diventa meno assoluta, meno definitiva, meno paralizzante.
L'esperienza di ricongiungimento fa sperimentare in modo diretto ciò che la ricerca su ADC e NDE documenta e che la terapia IADC a Roma rende accessibile in modo guidato e clinicamente sicuro: la morte non come un muro ma come una soglia. Non come la fine del legame ma come una sua trasformazione.
La terza trasformazione è la ripresa della vita.
Chi è bloccato in un lutto grave ha spesso smesso di fare molte cose. Dopo la psicoterapia del lutto a Roma con terapia IADC nel nostro studio, osserviamo frequentemente una ripresa graduale. Non come se nulla fosse accaduto, ma con una nuova possibilità di stare nel mondo portando la perdita senza esserne sopraffatti.
La persona perduta diventa una presenza interiore, non più solo una ferita.
Il ricordo smette di fare solo male e comincia a portare anche calore, gratitudine, senso di continuità.
Il lutto non finisce, ma il legame con chi si è amato si trasforma. E questa trasformazione avviene in tempi che la psicoterapia del lutto tradizionale non ha mai saputo offrire.
I risultati della terapia IADC a Roma sono stabili nel tempo.
Uno dei limiti degli approcci convenzionali di psicoterapia del lutto è che i miglioramenti ottenuti tendono a essere fragili, facilmente reversibili di fronte a stimoli evocativi come gli anniversari, i compleanni, i Natali.
I risultati della terapia IADC a Roma, al contrario, tendono a essere stabili: l'EPLE ha trasformato il significato della perdita a un livello così profondo che le riacutizzazioni, pur possibili e comprensibili, non riportano la persona alla condizione di partenza. La mancanza rimane, come è giusto che sia, ma ha perso la sua qualità devastante.
Infine: la terapia IADC produce questi risultati indipendentemente dall'orientamento spirituale o religioso del paziente.
Chi crede nell'aldilà vivrà l'esperienza di ricongiungimento come una conferma di ciò che già credeva. Chi è razionalista e scettico la interpreterà come una produzione simbolica della propria psiche profonda, significativa e terapeuticamente potente.
In tutti i casi, gli effetti sulla psicoterapia del lutto sono equivalenti e documentati. La terapia IADC a Roma EUR è accessibile a chiunque, ed è efficace per chiunque.
Se stai leggendo fin qui, probabilmente porti qualcosa di pesante. Una perdita che non si è alleggerita come tutti dicevano che sarebbe successo. Un dolore che conosci a memoria, che ti aspetta la mattina quando apri gli occhi e che non ti lascia nemmeno quando gli altri pensano che tu stia bene. Una mancanza che ha cambiato il profilo della tua vita in modo permanente. Forse hai imparato a portarlo in modo che non si veda troppo. Forse hai smesso di aspettarti che cambi davvero.
Ti vogliamo dire che capiamo. E che non devi smettere di aspettarti di stare meglio, anche se ci hai già provato con altri percorsi di psicoterapia del lutto.
Quello che offriamo nel nostro studio di psicoterapia del lutto a Roma EUR non è un percorso come gli altri: è la terapia IADC nella sua forma più evoluta, qualcosa di specifico e di straordinario nel senso letterale della parola.
Non ti chiediamo di accettare la perdita. Non ti chiediamo di smettere di sentire la mancanza.
Ti offriamo la possibilità di un'esperienza che cambia il rapporto con quella mancanza dall'interno, senza cancellarla.
Ti offriamo la possibilità di sperimentare, per quanto breve e per quanto difficile da descrivere, che il legame non si è spezzato. Che chi ami è ancora, in qualche modo, raggiungibile.
La REGT di Claudio Lalla, ovvero la terapia IADC nella sua forma più avanzata, non promette di cancellare il dolore.
Certi lutti durano per sempre. Certi vuoti rimangono. E questo non è necessariamente patologia: è la fedeltà di chi ha amato davvero.
La domanda non è se il dolore finirà, ma se può cambiare qualità.
Se può diventare meno devastante e più vivibile.
Se il vuoto può smettere di essere solo vuoto e contenere anche qualcosa: la presenza di chi si è amato, in una forma diversa, più sottile, ma ancora reale.
Questa è la promessa specifica della terapia IADC a Roma, fondata sull'esperienza diretta di migliaia di persone prima di te.
Nel nostro centro di psicoterapia del lutto a Roma EUR il primo incontro per la terapia IADC è gratuito e senza impegno.
È semplicemente un'occasione per conoscerci, per raccontare la tua storia nel tempo e nello spazio che merita, per fare tutte le domande che hai, e per capire insieme se la REGT sia il percorso adatto a te in questo momento.
Contattaci. Siamo qui, con tutto il rispetto che una perdita grande merita.
La psicoterapia del lutto ha avuto bisogno di un secolo per riconoscere il proprio errore fondamentale: non si può chiedere a chi ha perso una persona cara di smettere di amarla, di disinvestire il legame, di accettare la separazione come definitiva.
Il sistema neurologico di attaccamento non funziona così. Non lo permetteva Freud col suo modello del disimpegno, non bastava Kübler-Ross col suo schema delle fasi, e decenni di studi lo confermano con dati inequivocabili.
La terapia IADC a Roma, nata dalla scoperta di Botkin e maturata nella REGT di Lalla, offre la risposta che quella critica rendeva necessaria: non l'accettazione della separazione, ma l'esperienza diretta della continuità. Non la parola sul vuoto, ma l'attraversamento del vuoto. Non il distacco come guarigione, ma la trasformazione del legame come guarigione.
Nel nostro centro di psicoterapia del lutto a Roma la terapia IADC è questo: rigore scientifico, profonda cura per la persona, e la certezza che un'esperienza straordinaria può cambiare davvero qualcosa, anche dove tutto sembrava immobile da troppo tempo.
Quello che la psicoterapia del lutto a Roma con terapia IADC ha insegnato a chi la pratica, a chi l'ha studiata e a chi l'ha vissuta in prima persona, è qualcosa di semplice e di profondo allo stesso tempo: il dolore di un lutto non è solo un problema da risolvere.
È anche la testimonianza di un amore che ha avuto un peso reale nella vita di una persona. Trattarlo con rispetto significa non cercare di cancellarlo, ma aiutare chi lo porta a trovare un modo di stare con esso che non lo distrugga.
La terapia IADC a Roma EUR, nel nostro studio di psicoterapia del lutto, offre esattamente questo: non la fine del dolore, ma la trasformazione della sua qualità.
Non il silenzio dove c'era una voce, ma un modo nuovo di sentire quella voce.
Non il vuoto definitivo, ma la scoperta che dall'altra parte del vuoto c'è ancora qualcosa.
Questo è ciò che rendiamo possibile, nel nostro studio di psicoterapia del lutto a Roma, ogni giorno.
E se sei arrivato fin qui, forse è perché anche tu stai cercando questo.
Lo studio si Trova a Via delle Montagne Rocciose 44, 00144 Roma Roma EUR, Laurentino, Aeronautica, Roma Sud
SI RICEVE SOLO PER APPUNTAMENTO
Psicologo, Psicoterapeuta, Direttore di Psicologo Roma EUR

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